Singapura.
Guida completa a carattere, salute e toelettatura. Tutto quello che serve sapere per prendersene cura nel modo giusto.
Origini e storia del Singapura
Il Singapura prende il nome dalla parola malese per Singapore, ed è la razza attorno a cui ruota una delle storie più discusse del mondo felino. La versione ufficiale, quella difesa dalla CFA, racconta di gatti di strada di Singapore: piccoli, marroni e con il manto ticcato, portati negli Stati Uniti dai coniugi Hal e Tommy Meadow a metà degli anni Settanta. Da quei pochi esemplari fondatori sarebbe nata la razza che conosciamo oggi ([CFA](https://cfa.org/breed/singapura/)).
La leggenda dei "gatti dei tombini" (drain cats) racconta di piccoli felini che si rifugiavano nei canali di scolo delle città. È un'immagine suggestiva, ma la genesi della razza è tutt'altro che lineare. Alla fine degli anni Ottanta emersero documenti di importazione che raccontavano una storia diversa: i tre gatti fondatori risultavano registrati come Abissini e sarebbero stati portati negli Stati Uniti da Singapore solo nel 1974, dopo un primo viaggio in senso opposto. La giornalista Sandra Davie pubblicò la vicenda sullo Straits Times nel 1990, e in ambiente felino si diffuse il sospetto che il Singapura fosse in realtà un incrocio tra Burmese e Abissino, allevato negli Stati Uniti e non un gatto nato spontaneamente per le vie di Singapore ([Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Singapura_cat)).
La CFA aprì un'indagine su richiesta di un club di razza. Nell'ottobre 1990 il consiglio direttivo concluse che non c'erano elementi per procedere e mantenne lo status di razza naturale. Come sintetizzò la giudice Joan Miller, poco importa se questi gatti si siano accoppiati per le strade di Singapore o in Michigan. A dare ragione ai più scettici arrivò poi la genetica: uno studio pubblicato su Genomics nel 2008 trovò il Singapura e il Burmese tra le razze con minore variabilità genetica del campione analizzato, quasi indistinguibili tra loro, un risultato compatibile con un numero di fondatori molto ristretto ([Lipinski et al., 2008](https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2267438/)).
Controversia a parte, il Singapura è oggi una razza riconosciuta a pieno titolo: la TICA lo ammette al campionato dal 1979, la CFA gli ha concesso lo status di campionato nel 1988 e in Europa è riconosciuto dalla FIFe, la federazione a cui aderisce l'italiana ANFI. Resta un gatto raro, con una popolazione contenuta e un pool genetico limitato, aspetto che pesa più sulla salute che sulla toelettatura.
Carattere e comportamento del Singapura
- Estroverso e legatissimo alle persone: vuole stare dove stai tu, segue i movimenti di casa e partecipa a tutto quello che succede.
- Curioso fino alla petulanza: è il classico gatto "pesta" che infila il muso ovunque, apre ante e verifica di persona ogni novità in casa.
- Resta giocoso e vispo anche da adulto, con un lato quasi da eterno cucciolo: ama arrampicarsi in alto e osservare l'ambiente da posizioni sopraelevate.
- Intelligente e comunicativo, ma con una voce delicata: non è un gatto che tempesta di miagolii, preferisce farsi capire con la presenza.
- Nonostante la taglia mini ha un'energia notevole e un caratterino deciso, a volte un po' prepotente con gli altri animali di casa.
Salute e predisposizioni del Singapura
Come ogni razza, il Singapura ha alcune predisposizioni genetiche da tenere sotto controllo con il veterinario.
Toelettatura nel dettaglio del Singapura
Il Singapura ha uno dei manti più facili da gestire in assoluto: pelo cortissimo, fine e aderente al corpo, praticamente privo di sottopelo. L'unico colore ammesso dagli standard è il "sepia agouti", cioè una ticciatura marrone scuro su fondo avorio caldo: ogni singolo pelo porta più bande di colore che si alternano a bande chiare, e questo dà al mantello il tipico effetto brillante e sfumato ([CFA](https://cfa.org/breed/singapura/)).
Senza sottopelo da rimuovere, la muta è contenuta e la cura ordinaria si riduce al minimo. Basta una spazzolatura leggera ogni tanto per lucidare il pelo e togliere i peli morti in superficie, un gesto che tra l'altro alla maggior parte dei Singapura piace, perché li tiene vicino alle persone. Il punto da tenere d'occhio non è tanto il pelo quanto la freddolosità: con un manto così scarso, il bagno va fatto in ambiente caldo e l'asciugatura deve essere accurata, senza lasciare il gatto umido al freddo.
Cosa succede se si aspetta troppo
Il rischio qui non è il nodo, quasi impossibile su un pelo così corto, ma il colpo di freddo: bagnare un Singapura in un ambiente non riscaldato o lasciarlo asciugare male può stressarlo e infreddolirlo, perché non ha sottopelo che lo protegga.
Accorgimenti specifici
Bagno al caldo e asciugatura completa
La regola numero uno per questo gatto è la temperatura. Il bagno va fatto in una stanza ben riscaldata, con acqua tiepida, e l'asciugatura deve essere completa prima di rimetterlo in circolazione: un Singapura umido in un ambiente fresco patisce parecchio, non avendo sottopelo che trattenga il calore.
Spazzolatura leggera, senza esagerare
Il manto è talmente corto che non serve nulla di aggressivo. Un guanto di gomma o una spazzola morbida passati con delicatezza ogni tanto bastano a rimuovere i pochi peli morti e a lucidare il mantello, valorizzando l'effetto brillante del sepia agouti.
Occhi grandi, controllo delicato
Gli occhi del Singapura sono grandi ed espressivi e possono raccogliere un po' di secrezione negli angoli interni. Una pulizia delicata con una garza umida, quando serve, tiene la zona in ordine senza irritare la pelle sottile intorno all'occhio.
Unghie e orecchie
Essendo un gatto attivo e arrampicatore, un controllo periodico di unghie e cuscinetti aiuta a mantenere gli artigli in ordine, soprattutto se vive solo in appartamento. Le orecchie, ben aperte e grandi rispetto alla testa, vanno controllate e pulite quando presentano cerume in eccesso.
Servizio consigliato
Igienizzazione e Spazzolatura
da 59€Il servizio pensato per il gatto: bagno igienizzante in ambiente caldo, asciugatura accurata, spazzolatura leggera per un pelo così corto e controllo di occhi, unghie e orecchie. Per il Singapura, gatto a pelo raso, il prezzo parte da 59€.
Prenota a domicilioTutti i servizi e i prezziCosa dicono i proprietari del Singapura
“Pepe è piccolissimo e mi terrorizzava l'idea del bagno, con quel pelo così sottile. La toelettatrice ha tenuto la stanza bella calda e lo ha asciugato con calma: lui non ha battuto ciglio ed era caldo e morbido alla fine.”
“Non è un gatto che ha bisogno di chissà cosa per il pelo, ma è una peste e in salone lo stressava tutto quel via vai. A domicilio resta a casa sua, e in mezz'ora abbiamo finito senza drammi.”
“Cerco sempre qualcuno che capisca che è un gatto freddoloso e minuto, non un gatto qualsiasi. Qui lo hanno trattato con attenzione, asciugato benissimo e il suo colore avorio è tornato a brillare.”
Domande frequenti sul Singapura
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