Pelomatto
Cane selvatico australiano · Pelo corto · Non è una razza domesticaCura facile

Dingo.

Guida completa a carattere, salute e toelettatura. Tutto quello che serve sapere per prendersene cura nel modo giusto.

Toelettatura Nessuna toelettatura: si mantiene da solo
Cura facile
Dingo appena toelettato in un ambiente domestico
Status
Canide selvatico, non una razza da compagnia
Carattere
Indipendente, diffidente, territoriale
Adatto a
Nessuna casa: in Italia non si tiene come animale domestico
Voce
Ulula e guaisce, abbaia pochissimo
Parentela
Tra il lupo e il cane domestico, genetica a sé

Origini e storia del Dingo

Il Dingo è il cane selvatico dell'Australia, ma non è nato lì. Le analisi genetiche e i reperti archeologici lo fanno arrivare dal Sud-est asiatico tra 3.500 e 5.000 anni fa, portato dai navigatori che attraversavano gli stretti verso il continente. Da allora ha vissuto libero, colonizzando deserti, foreste e coste di tutta l'Australia continentale, senza mai passare per la selezione umana che ha prodotto le razze che conosciamo.

Per questo il Dingo non è una razza in senso stretto. È una popolazione selvatica con una genetica propria, a metà strada tra il lupo e il cane domestico, che i tassonomi classificano ancora oggi in modo diverso a seconda delle scuole: Canis familiaris dingo, Canis lupus dingo o Canis dingo. Con i cani domestici si incrocia senza difficoltà, ed è proprio l'ibridazione con i cani abbandonati o inselvatichiti la minaccia principale alla purezza della popolazione.

In Australia il Dingo è insieme simbolo nazionale e problema per gli allevatori di pecore: la Dingo Fence, oltre 5.600 chilometri di recinzione, esiste dal 1885 per tenerlo lontano dai pascoli del sud-est. In Italia, e in genere in Europa, non è un animale da compagnia: è un canide selvatico e come tale non si può tenere in casa come si terrebbe un cane. Questa scheda esiste per chi è curioso della sua storia e del suo aspetto, non per chi cerca un cucciolo.

In breve
TagliaMedio: 13-20 kg, 50-60 cm al garrese
OrigineAustralia, arrivato dal Sud-est asiatico 3.500-5.000 anni fa
Vita media10-13 anni in natura, fino a 15-18 in cattività
Tipo peloCorto e doppio, fulvo con piedi e punta della coda bianchi
ToelettaturaNessuna toelettatura: si mantiene da solo
DifficoltàCura facile

Carattere e comportamento del Dingo

  • Indipendente e autosufficiente: in natura caccia da solo o in piccoli gruppi familiari e non cerca la guida umana.
  • Diffidente verso gli estranei, tende a evitare il contatto piuttosto che ad affrontarlo.
  • Molto territoriale, marca e difende il proprio spazio soprattutto nella stagione riproduttiva.
  • Intelligente e abile a risolvere problemi: apre recinti, scavalca e scava con una facilità che i cani domestici raramente hanno.
  • Comunica ululando e guaendo, l'abbaio vero e proprio è raro anche nei soggetti cresciuti a contatto con l'uomo.
Dingo mentre mostra il suo carattere vivace e affettuoso

Salute e predisposizioni del Dingo

Come ogni razza, il Dingo ha alcune predisposizioni genetiche da tenere sotto controllo con il veterinario.

Popolazione selvatica robusta, senza le predisposizioni ereditarie tipiche delle razze selezionate.
In natura le cause principali di morte sono incidenti, parassiti e competizione per il cibo, non malattie genetiche.
Un solo calore all'anno, in genere in autunno, a differenza dei due cicli dei cani domestici.
L'ibridazione con cani domestici introduce nelle popolazioni selvatiche patologie e tratti che il Dingo puro non ha.

Toelettatura nel dettaglio del Dingo

Il mantello del Dingo è corto, doppio e funzionale: un sottopelo che lo protegge dalle notti fredde dell'entroterra e un pelo di copertura che respinge polvere e umidità. Il colore tipico è il fulvo, con piedi, petto e punta della coda bianchi, ma esistono soggetti neri focati e, più rari, quasi bianchi. Il pelo si rinnova con una muta stagionale e non richiede alcun intervento.

Un canide selvatico si mantiene da solo: si rotola, si lecca, perde il sottopelo nella stagione calda e lo riforma in quella fredda. Non esiste una toelettatura del Dingo, e se un soggetto vive in un centro di recupero o in uno zoo la cura del mantello si limita all'osservazione e al controllo dei parassiti da parte del personale.

Cosa succede se si aspetta troppo

Non si applica: il Dingo non è un cane domestico e non va toelettato. Se hai un cane di tipo primitivo simile, come un Basenji o un Kelpie, la scheda giusta è la sua.

Accorgimenti specifici

Un cane "tipo dingo" non è un Dingo

Molti cani da canile australiani o meticci fulvi vengono descritti come dingo. Se ne hai adottato uno, il mantello va trattato come quello di un cane a pelo corto qualsiasi: bagno ogni 8-10 settimane, spazzola durante la muta, controllo di orecchie e unghie.

Muta stagionale

Il pelo doppio dei cani primitivi cade in modo abbondante due volte l'anno. Nei cani domestici di questo tipo un guanto di gomma o un cardatore morbido una volta alla settimana bastano per limitare il pelo in casa.

Zampe e unghie

I cani abituati a correre su terreni duri consumano le unghie da soli. Chi vive in appartamento no: un controllo mensile evita che si allunghino e cambino l'appoggio della zampa.

Dove informarsi

Per il Dingo vero le fonti serie sono i centri di conservazione australiani e la letteratura scientifica, non gli annunci. In Italia nessun allevatore può venderne legalmente uno come animale da compagnia.

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Domande frequenti sul Dingo

Il Dingo è un cane o un lupo?+

Né l'uno né l'altro, in senso stretto. È un canide arrivato in Australia dal Sud-est asiatico migliaia di anni fa e rimasto selvatico da allora. Geneticamente sta tra il lupo e il cane domestico, e i tassonomi lo classificano ancora in modo diverso: Canis familiaris dingo, Canis lupus dingo o Canis dingo.

Si può tenere un Dingo in casa in Italia?+

No. Il Dingo è un canide selvatico e in Italia non rientra tra gli animali da compagnia: la detenzione di canidi selvatici da parte di privati non è consentita. Anche in Australia le regole variano da stato a stato e in molti serve un permesso specifico.

Il Dingo abbaia?+

Pochissimo. Comunica soprattutto ululando e con una serie di guaiti e vocalizzi, un tratto che condivide con altri cani primitivi come il Basenji e il Cane Cantante della Nuova Guinea, suo parente più stretto.

Che differenza c'è tra un Dingo e un cane fulvo qualsiasi?+

Oltre alla genetica, il Dingo ha testa larga e muso appuntito, orecchie erette, coda folta portata bassa, piedi bianchi e un solo calore all'anno. Molti cani australiani adottati in Europa sono in realtà incroci tra dingo e cani domestici, e si comportano da cani a tutti gli effetti.

Il Dingo va toelettato?+

No. Ha un mantello corto e doppio che si rinnova con la muta stagionale e si mantiene da solo. Un cane di tipo primitivo tenuto in casa, invece, ha bisogno delle cure normali di un cane a pelo corto: bagno ogni due mesi circa e spazzola durante la muta.

Perché il Dingo è considerato in pericolo?+

Per l'ibridazione con i cani domestici inselvatichiti, che diluisce la popolazione pura, e per il controllo attivo negli stati australiani dove è considerato una minaccia per gli allevamenti di pecore. Le popolazioni più pure sopravvivono nelle aree remote e sull'isola di Fraser.

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