Burmese.
Guida completa a carattere, salute e toelettatura. Tutto quello che serve sapere per prendersene cura nel modo giusto.
Origini e storia del Burmese
Le origini del Burmese affondano in Birmania (oggi Myanmar) e in Thailandia, dove gatti marroni dal pelo corto comparivano già in testi antichi accanto ai progenitori del Siamese. La storia della razza come la conosciamo oggi comincia però nel 1930, quando il dottor Joseph Thompson portò a San Francisco una gatta marrone scuro di nome Wong Mau, arrivata dal porto di Rangoon ([CFA](https://cfa.org/breed/burmese/)).
Wong Mau non assomigliava a nessuna razza conosciuta: aveva un corpo più compatto del Siamese, ma un colore scuro e caldo mai visto prima negli Stati Uniti. Thompson e un gruppo di allevatori, tra cui il genetista Clyde Keeler, decisero di capire cosa fosse davvero incrociandola con un Siamese seal point di nome Tai Mau. Dai cuccioli nati da quell'incrocio, e dai successivi reincroci con la stessa Wong Mau, nacquero i primi gatti marrone scuro uniforme che diedero origine al Burmese moderno. La CFA riconobbe la razza già nel 1936, ma il riconoscimento fu poi sospeso per un decennio a causa di incroci eccessivi con il Siamese, che avevano diluito il tipo. Solo nel 1954 la sospensione fu revocata in modo definitivo ([CFA](https://cfa.org/breed/burmese/)).
Da qui la storia si divide in due rami. Negli Stati Uniti gli allevatori hanno progressivamente selezionato un gatto più cobby, con testa rotonda, muso corto e ossatura robusta: è il Burmese Americano, riconosciuto dalla CFA in soli quattro colori (seal, champagne, blue, platinum). In Europa, dove il Burmese arrivò più tardi e da linee diverse, si è invece conservato un tipo più slanciato e "foreign", con muso a cuneo più simile al Siamese delle origini: è il Burmese Europeo (o Britannico), riconosciuto da GCCF e FIFe in circa dieci colori, che comprendono anche red, cream e le varianti tortie. Le due associazioni non condividono standard né, in pratica, gran parte del pool genetico: portare un Burmese Americano in un'esposizione europea o viceversa significherebbe presentarlo secondo uno standard che non è il suo.
Carattere e comportamento del Burmese
- Estremamente legato alle persone, al punto da essere spesso definito il "cane-gatto": segue il proprietario di stanza in stanza e si intristisce se lasciato troppo solo.
- Ama giocare a riporto con palline o tappi di sughero, un comportamento insolito per un gatto e più tipico del Burmese che di quasi ogni altra razza felina.
- Comunicativo con la voce, ma con un miagolio più morbido e meno insistente rispetto al cugino Siamese.
- Cerca il contatto fisico e il calore: si accoccola volentieri in braccio o accanto al proprietario mentre dorme.
- Intelligente e curioso, si adatta bene alla vita in appartamento ma ha bisogno di stimoli e compagnia per non annoiarsi.
Salute e predisposizioni del Burmese
Come ogni razza, il Burmese ha alcune predisposizioni genetiche da tenere sotto controllo con il veterinario.
Toelettatura nel dettaglio del Burmese
Il Burmese ha uno dei mantelli più semplici da gestire in assoluto: pelo cortissimo, satinato, aderente al corpo, praticamente privo di sottopelo. Non forma nodi, non trattiene sporco e ha una muta contenuta rispetto alla media dei gatti a pelo corto.
Questo non significa che non serva nessuna cura. La lucentezza tipica della razza, spesso descritta come un manto "verniciato", si mantiene meglio con una spazzolatura regolare che distribuisce il sebo naturale lungo il pelo e rimuove le cellule morte della pelle, oltre a ridurre la quantità di pelo che il gatto ingerisce durante l'autopulizia.
Cosa succede se si aspetta troppo
Il pelo del Burmese non forma nodi, ma la mancanza di cure per lunghi periodi porta comunque a un manto opaco, maggiore formazione di boli di pelo e accumulo di cerume nelle orecchie, un punto delicato per la razza.
Accorgimenti specifici
Spazzolatura leggera ma regolare
Un guanto di gomma o una spazzola a setole morbide, passati una o due volte a settimana, bastano a mantenere lucido il pelo e a ridurre il pelo libero in casa. Sedute più lunghe non servono: il Burmese non ha sottopelo da districare.
Attenzione alle orecchie
Molti Burmese tendono ad accumulare cerume più della media felina. Un controllo regolare, con pulizia delicata quando serve, previene irritazioni e cattivi odori.
Unghie e cuscinetti
Essendo un gatto attivo e giocherellone, spesso ama arrampicarsi e saltare: il controllo periodico delle unghie evita che si spezzino o si incarnino, specialmente nei soggetti che vivono solo in appartamento.
Igiene dentale
Come per molte razze orientali, un controllo periodico di denti e gengive aiuta a prevenire il tartaro, spesso più rapido da formarsi rispetto ad altri gatti a causa della conformazione del muso.
Servizio consigliato
Igienizzazione e Spazzolatura
da 59€Il servizio pensato per il gatto: bagno igienizzante, asciugatura, spazzolatura per lucidare il pelo cortissimo e controllo di unghie e orecchie. Per il Burmese, con pelo raso e bassissima manutenzione, il prezzo parte da 59€.
Prenota a domicilioTutti i servizi e i prezziCosa dicono i proprietari del Burmese
“Milo ci segue ovunque in casa, in toelettatura è stato lo stesso: tranquillo e curioso di tutto. Il pelo è cortissimo quindi in poco tempo era già lucido e pulito.”
“Non pensavo servisse così poco per il pelo di questa razza, ma il controllo delle orecchie che fanno a ogni seduta si è rivelato utile: il nostro gatto ne accumula parecchio.”
“Kimba è più simile a un cane che a un gatto nel modo in cui cerca compagnia, e infatti durante il servizio a domicilio è rimasto tranquillo perché non si è mai sentito lasciato solo.”
Domande frequenti sul Burmese
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