Akita Inu.
Guida completa a carattere, salute e toelettatura. Tutto quello che serve sapere per prendersene cura nel modo giusto.
Origini e storia del Akita Inu
L'Akita Inu prende il nome dalla prefettura di Akita, nel nord del Giappone, dove la razza si è sviluppata come cane da caccia grossa e da guardia. Le origini sono antiche: alcune raffigurazioni su vasi e campane di epoca remota mostrano già cani dal tipo simile, anche se la razza come la conosciamo oggi si è definita soprattutto tra Seicento e Ottocento, quando i cacciatori della regione selezionavano esemplari robusti per affrontare orsi e cinghiali sui rilievi innevati ([Amica Veterinaria](https://amicaveterinaria.com/akita-inu-il-cane-dei-samurai/)).
Nell'Ottocento e nei primi del Novecento la razza venne incrociata con Tosa e altri molossoidi per renderla più adatta ai combattimenti tra cani, allora diffusi in Giappone. Il tipo primitivo si allontanò così dall'aspetto originario, finché nel 1931 il governo giapponese dichiarò l'Akita Monumento Naturale, avviando un lavoro di tutela della razza. La Seconda Guerra Mondiale rischiò di cancellarla del tutto: il pelo serviva per l'equipaggiamento militare e molti esemplari vennero requisiti o lasciati morire di fame. Nel dopoguerra un gruppo di allevatori giapponesi si dedicò a recuperare i pochi soggetti superstiti e a eliminare gradualmente i tratti ereditati da Pastore Tedesco e Mastiff, riportando la razza al tipo Spitz primitivo che oggi riconosciamo ([Amica Veterinaria](https://amicaveterinaria.com/akita-inu-il-cane-dei-samurai/)).
A rendere l'Akita Inu noto in tutto il mondo è stato soprattutto Hachikō, nato nel 1923 nella prefettura di Akita e adottato da Hidesaburō Ueno, professore all'Università di Tokyo. Ogni giorno Hachikō lo accompagnava e andava a riprenderlo alla stazione di Shibuya. Quando Ueno morì improvvisamente nel 1925, il cane continuò a presentarsi alla stazione alla stessa ora per quasi dieci anni, fino alla propria morte nel 1935. La sua storia divenne simbolo nazionale di fedeltà e oggi una statua a Shibuya lo ricorda ancora ([Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Hachik%C5%8D)).
Nel 2000 la Fédération Cynologique Internationale ha formalizzato la separazione tra l'Akita Inu giapponese (standard FCI n. 255) e il cosiddetto Akita Americano, oggi registrato come "Grande cane giapponese" (standard FCI n. 344). Sono due razze distinte, non due varianti della stessa: l'Akita Americano è più massiccio, ammette la maschera nera e qualunque colore di mantello, mentre lo standard dell'Akita Inu resta più selettivo su struttura e colorazioni ([Rai no Kuni](https://www.rainokuni.it/informazioni-sulla-razza-akita/standard-akita-inu-rai-no-kuni/)).
Carattere e comportamento del Akita Inu
- Fedele e legato in modo profondo al proprio nucleo familiare, ma riservato con gli estranei.
- Indipendente per natura: non cerca costantemente l'approvazione del proprietario come altre razze, e l'addestramento richiede pazienza e coerenza.
- Forte istinto territoriale, ottime doti di guardia anche senza addestramento specifico.
- Tende a non tollerare bene altri cani dello stesso sesso: la socializzazione fin da cucciolo è importante ma non elimina del tutto questa tendenza.
- Composto e riservato più che esuberante: non è un cane che cerca il contatto fisico continuo, ma resta vigile e presente.
Salute e predisposizioni del Akita Inu
Come ogni razza, il Akita Inu ha alcune predisposizioni genetiche da tenere sotto controllo con il veterinario.
Toelettatura nel dettaglio del Akita Inu
Il pelo dell'Akita Inu è un doppio strato tipico delle razze nordiche e da montagna: un pelo di copertura piuttosto ruvido e diritto, leggermente più lungo su garrese e coda, sopra un sottopelo fitto, morbido e molto denso, che in origine serviva a isolare il cane durante le battute di caccia sui rilievi innevati.
Questa struttura porta a una muta stagionale marcata, di solito due volte l'anno ai cambi di stagione: il sottopelo si stacca in blocco nell'arco di poche settimane. Fuori da questi periodi la perdita di pelo è più contenuta, ma il sottopelo resta denso tutto l'anno e continua a richiedere attenzione regolare.
Non è un pelo che si annoda con la facilità di un mantello riccio o setoso, ma se il sottopelo morto non viene rimosso durante la muta tende ad accumularsi vicino alla pelle, compattandosi e riducendo la ventilazione.
Cosa succede se si aspetta troppo
Durante i periodi di muta, saltare le spazzolature per diverse settimane lascia il sottopelo morto intrappolato contro la pelle. La ventilazione si riduce e il rischio di irritazioni sale. Il sottopelo in eccesso non cade da solo in tempi brevi: resta lì finché non viene rimosso a mano o con gli strumenti giusti.
Accorgimenti specifici
Mai la rasatura
Il doppio strato dell'Akita Inu regola la temperatura corporea sia al freddo che al caldo, creando uno strato d'aria isolante contro la pelle. Rasarlo elimina questa protezione, espone la cute a scottature solari e può alterare la ricrescita del pelo, che in alcuni casi torna più rada o di consistenza diversa.
Spazzolatura nei periodi di muta
Durante la muta stagionale servono spazzolature più frequenti, anche quasi quotidiane, con un rastrello sfoltisottopelo o un pettine a denti larghi che raggiunga la base del pelo senza rovinare lo strato di copertura. Fuori da questi periodi bastano due spazzolature a settimana.
Bagni non troppo frequenti
Il mantello dell'Akita Inu non richiede lavaggi ravvicinati: un bagno ogni 6-8 settimane con shampoo delicato è sufficiente, mentre lavaggi troppo frequenti rischiano di seccare la pelle e alterare la naturale idrorepellenza del pelo di copertura.
Controllo della pelle
Vista la predisposizione della razza a problemi cutanei su base autoimmune, vale la pena controllare periodicamente la pelle sotto il sottopelo, soprattutto nelle zone dove il pelo morto tende ad accumularsi, alla ricerca di arrossamenti, croste o zone di perdita di pelo localizzata.
Servizio consigliato
Bagno + Macchinetta e Rifinitura a forbice
da 55€Per l'Akita Inu il servizio è orientato alla rimozione del sottopelo morto nei periodi di muta, non a un taglio del pelo di copertura: lavaggio, asciugatura approfondita e trattamento specifico del sottopelo con strumenti dedicati, senza mai accorciare il mantello con macchinetta a lama corta.
Prenota a domicilioTutti i servizi e i prezziCosa dicono i proprietari del Akita Inu
“Due volte l'anno il nostro Kenji perde una quantità di sottopelo che fatichiamo a gestire da soli. Da quando viene la toelettatrice a domicilio il cambio di stagione è molto meno stressante, sia per noi che per lui.”
“Yuki è diffidente con le persone che non conosce, quindi portarla in salone era sempre un problema. A casa si è abituata in fretta alla toelettatrice, che ha rispettato i suoi tempi fin dalla prima volta.”
“Avevamo il dubbio se far rasare il pelo a Hana in estate per il caldo. Ci hanno spiegato perché non va fatto e come gestire il sottopelo in altro modo: risultato molto meglio di quello che immaginavamo.”
Domande frequenti sul Akita Inu
Razze simili al Akita Inu
Razze che richiedono cure e toelettatura simili al Akita Inu.
Il toelettatore viene da te.
Per il tuo Akita Inu, il domicilio è la scelta migliore. Niente salone, niente gabbia, niente attesa in un posto sconosciuto. Prenota online, arriva il toelettatore con tutto il necessario.



