Pelomatto
Cane · Pelo doppio, denso · Muta abbondante due volte l'annoCura media

Akita Inu.

Guida completa a carattere, salute e toelettatura. Tutto quello che serve sapere per prendersene cura nel modo giusto.

Toelettatura Ogni 6–8 settimane, spazzolatura più frequente nei periodi di muta
Cura media
Akita Inu appena toelettato in un ambiente domestico
Muta
Sì, abbondante due volte l'anno
Carattere
Indipendente, territoriale, fedele
Adatto a
Proprietari con esperienza, spazio in casa
Con altri cani
Tendenzialmente poco tollerante
Rasatura
Mai: danneggia il doppio strato

Origini e storia del Akita Inu

L'Akita Inu prende il nome dalla prefettura di Akita, nel nord del Giappone, dove la razza si è sviluppata come cane da caccia grossa e da guardia. Le origini sono antiche: alcune raffigurazioni su vasi e campane di epoca remota mostrano già cani dal tipo simile, anche se la razza come la conosciamo oggi si è definita soprattutto tra Seicento e Ottocento, quando i cacciatori della regione selezionavano esemplari robusti per affrontare orsi e cinghiali sui rilievi innevati ([Amica Veterinaria](https://amicaveterinaria.com/akita-inu-il-cane-dei-samurai/)).

Nell'Ottocento e nei primi del Novecento la razza venne incrociata con Tosa e altri molossoidi per renderla più adatta ai combattimenti tra cani, allora diffusi in Giappone. Il tipo primitivo si allontanò così dall'aspetto originario, finché nel 1931 il governo giapponese dichiarò l'Akita Monumento Naturale, avviando un lavoro di tutela della razza. La Seconda Guerra Mondiale rischiò di cancellarla del tutto: il pelo serviva per l'equipaggiamento militare e molti esemplari vennero requisiti o lasciati morire di fame. Nel dopoguerra un gruppo di allevatori giapponesi si dedicò a recuperare i pochi soggetti superstiti e a eliminare gradualmente i tratti ereditati da Pastore Tedesco e Mastiff, riportando la razza al tipo Spitz primitivo che oggi riconosciamo ([Amica Veterinaria](https://amicaveterinaria.com/akita-inu-il-cane-dei-samurai/)).

A rendere l'Akita Inu noto in tutto il mondo è stato soprattutto Hachikō, nato nel 1923 nella prefettura di Akita e adottato da Hidesaburō Ueno, professore all'Università di Tokyo. Ogni giorno Hachikō lo accompagnava e andava a riprenderlo alla stazione di Shibuya. Quando Ueno morì improvvisamente nel 1925, il cane continuò a presentarsi alla stazione alla stessa ora per quasi dieci anni, fino alla propria morte nel 1935. La sua storia divenne simbolo nazionale di fedeltà e oggi una statua a Shibuya lo ricorda ancora ([Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Hachik%C5%8D)).

Nel 2000 la Fédération Cynologique Internationale ha formalizzato la separazione tra l'Akita Inu giapponese (standard FCI n. 255) e il cosiddetto Akita Americano, oggi registrato come "Grande cane giapponese" (standard FCI n. 344). Sono due razze distinte, non due varianti della stessa: l'Akita Americano è più massiccio, ammette la maschera nera e qualunque colore di mantello, mentre lo standard dell'Akita Inu resta più selettivo su struttura e colorazioni ([Rai no Kuni](https://www.rainokuni.it/informazioni-sulla-razza-akita/standard-akita-inu-rai-no-kuni/)).

In breve
TagliaGrande: 58–70 cm, 20–45 kg
OrigineGiappone (prefettura di Akita)
Vita media10–14 anni
Tipo peloDoppio strato: pelo di copertura ruvido, sottopelo fitto e soffice
ToelettaturaOgni 6–8 settimane, spazzolatura più frequente nei periodi di muta
DifficoltàCura media

Carattere e comportamento del Akita Inu

  • Fedele e legato in modo profondo al proprio nucleo familiare, ma riservato con gli estranei.
  • Indipendente per natura: non cerca costantemente l'approvazione del proprietario come altre razze, e l'addestramento richiede pazienza e coerenza.
  • Forte istinto territoriale, ottime doti di guardia anche senza addestramento specifico.
  • Tende a non tollerare bene altri cani dello stesso sesso: la socializzazione fin da cucciolo è importante ma non elimina del tutto questa tendenza.
  • Composto e riservato più che esuberante: non è un cane che cerca il contatto fisico continuo, ma resta vigile e presente.
Akita Inu mentre mostra il suo carattere vivace e affettuoso

Salute e predisposizioni del Akita Inu

Come ogni razza, il Akita Inu ha alcune predisposizioni genetiche da tenere sotto controllo con il veterinario.

Displasia dell'anca: comune nelle razze di taglia grande, può manifestarsi già in fase di crescita e va monitorata con controlli radiografici sui riproduttori.
Dilatazione-torsione gastrica: condizione che può insorgere con pasti rapidi o attività fisica subito dopo aver mangiato, richiede attenzione immediata perché può diventare rapidamente pericolosa per la vita.
Adenite sebacea e pemfigo foliaceo: malattie della pelle su base autoimmune segnalate nella razza, causano lesioni cutanee e perdita di pelo localizzata.
Sindrome uveodermatologica (analoga alla sindrome di Vogt-Koyanagi-Harada): patologia autoimmune rara che colpisce occhi e pelle, nota nella razza.
Ipotiroidismo: può alterare peso, energia e qualità del pelo, va escluso con esami del sangue in caso di sintomi sospetti.

Toelettatura nel dettaglio del Akita Inu

Il pelo dell'Akita Inu è un doppio strato tipico delle razze nordiche e da montagna: un pelo di copertura piuttosto ruvido e diritto, leggermente più lungo su garrese e coda, sopra un sottopelo fitto, morbido e molto denso, che in origine serviva a isolare il cane durante le battute di caccia sui rilievi innevati.

Questa struttura porta a una muta stagionale marcata, di solito due volte l'anno ai cambi di stagione: il sottopelo si stacca in blocco nell'arco di poche settimane. Fuori da questi periodi la perdita di pelo è più contenuta, ma il sottopelo resta denso tutto l'anno e continua a richiedere attenzione regolare.

Non è un pelo che si annoda con la facilità di un mantello riccio o setoso, ma se il sottopelo morto non viene rimosso durante la muta tende ad accumularsi vicino alla pelle, compattandosi e riducendo la ventilazione.

Cosa succede se si aspetta troppo

Durante i periodi di muta, saltare le spazzolature per diverse settimane lascia il sottopelo morto intrappolato contro la pelle. La ventilazione si riduce e il rischio di irritazioni sale. Il sottopelo in eccesso non cade da solo in tempi brevi: resta lì finché non viene rimosso a mano o con gli strumenti giusti.

Accorgimenti specifici

Mai la rasatura

Il doppio strato dell'Akita Inu regola la temperatura corporea sia al freddo che al caldo, creando uno strato d'aria isolante contro la pelle. Rasarlo elimina questa protezione, espone la cute a scottature solari e può alterare la ricrescita del pelo, che in alcuni casi torna più rada o di consistenza diversa.

Spazzolatura nei periodi di muta

Durante la muta stagionale servono spazzolature più frequenti, anche quasi quotidiane, con un rastrello sfoltisottopelo o un pettine a denti larghi che raggiunga la base del pelo senza rovinare lo strato di copertura. Fuori da questi periodi bastano due spazzolature a settimana.

Bagni non troppo frequenti

Il mantello dell'Akita Inu non richiede lavaggi ravvicinati: un bagno ogni 6-8 settimane con shampoo delicato è sufficiente, mentre lavaggi troppo frequenti rischiano di seccare la pelle e alterare la naturale idrorepellenza del pelo di copertura.

Controllo della pelle

Vista la predisposizione della razza a problemi cutanei su base autoimmune, vale la pena controllare periodicamente la pelle sotto il sottopelo, soprattutto nelle zone dove il pelo morto tende ad accumularsi, alla ricerca di arrossamenti, croste o zone di perdita di pelo localizzata.

Servizio consigliato

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da 55€

Per l'Akita Inu il servizio è orientato alla rimozione del sottopelo morto nei periodi di muta, non a un taglio del pelo di copertura: lavaggio, asciugatura approfondita e trattamento specifico del sottopelo con strumenti dedicati, senza mai accorciare il mantello con macchinetta a lama corta.

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Cosa dicono i proprietari del Akita Inu

Due volte l'anno il nostro Kenji perde una quantità di sottopelo che fatichiamo a gestire da soli. Da quando viene la toelettatrice a domicilio il cambio di stagione è molto meno stressante, sia per noi che per lui.

Simone R.Proprietario di Akita Inu, Milano

Yuki è diffidente con le persone che non conosce, quindi portarla in salone era sempre un problema. A casa si è abituata in fretta alla toelettatrice, che ha rispettato i suoi tempi fin dalla prima volta.

Alessandra M.Proprietaria di Akita Inu, Bologna

Avevamo il dubbio se far rasare il pelo a Hana in estate per il caldo. Ci hanno spiegato perché non va fatto e come gestire il sottopelo in altro modo: risultato molto meglio di quello che immaginavamo.

Davide e ChiaraProprietari di Akita Inu, Verona

Domande frequenti sul Akita Inu

L'Akita Inu e l'Akita Americano sono la stessa razza?+

No. Dal 2000 la Fédération Cynologique Internationale li riconosce come due razze distinte: l'Akita Inu giapponese (standard FCI n. 255) e il Grande cane giapponese, comunemente chiamato Akita Americano (standard FCI n. 344). L'Akita Americano è più massiccio, ammette la maschera nera e più colori di mantello.

Perché l'Akita Inu perde così tanto pelo?+

Per la muta stagionale del sottopelo, tipica delle razze a doppio strato: due volte l'anno, di solito ai cambi di stagione, il sottopelo morto si stacca in blocco nell'arco di poche settimane. Fuori da questi periodi la perdita di pelo è più contenuta.

Si può rasare un Akita Inu in estate?+

No. Il doppio strato protegge dal caldo oltre che dal freddo, creando un isolamento naturale contro la pelle. Rasarlo espone la cute a scottature solari e può compromettere la termoregolazione, con un sottopelo che spesso ricresce in modo irregolare.

Chi era Hachikō e che razza era?+

Hachikō era un Akita Inu nato nel 1923, reso celebre per aver continuato ad attendere il suo proprietario alla stazione di Shibuya per quasi dieci anni dopo la sua morte improvvisa. La sua storia ha fatto conoscere la razza in tutto il mondo come simbolo di fedeltà.

L'Akita Inu va bene con altri cani?+

Va gestito con attenzione: la razza tende a non tollerare bene altri cani, in particolare dello stesso sesso. Una socializzazione precoce aiuta, ma non elimina del tutto questa tendenza, quindi le presentazioni con altri cani vanno sempre supervisionate.

Qual è il servizio Pelomatto più adatto all'Akita Inu?+

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